Vi presento…il mio amico immaginario!

Cari genitori,

forse sarà capitato anche ad alcuni di voi di aver avuto un amico immaginario da bambino, qualcuno con cui giocare nei momenti di solitudine, qualcuno con cui parlare e ridere, qualcuno che è arrivato nelle vostre vite un giorno, per caso, e altrettanto silenziosamente se n’è andato.

Lavorando con le famiglie, mi accorgo di quanto l’argomento desti ancora preoccupazione a molti di voi, tanto che alcuni non sanno come interpretare il fatto che il proprio figlio passi ore a giocare con l’ “amico invisibile”e, non trovando risposte valide, vivono nel dubbio di un figlio che non riesca nel normale processo di socializzazione con i compagni.

Per questo vorrei dedicare alcune righe per spiegare che non c’è nulla di anormale ,anzi è una modalità sana che il bambino utilizza per entrare sempre di più in contatto con un ambiente complesso com’è il mondo adulto. Avere un compagno invisibile arricchisce la vita del bambino, lo aiuta a crescere, a conoscersi, lo rende più capace di socializzare.

Generalmente un bambino ricerca l’amico immaginario quando ha un’età compresa tra i due e gli otto anni; può essere un bambino, un animale, un personaggio di pura fantasia, un super eroe!

Perché si sceglie un “amico invisibile”?

  • Il bambino sceglie un amico immaginario perché diventi un altro sé, su di lui può proiettare desideri,intenzioni,paure, stati d’animo, a lui può far fare capricci, a lui può far dire bugie, su di lui può scaricare colpe e responsabilità. Spesso, nelle situazioni familiari complesse,è importante conoscere il bambino attraverso il suo amico invisibile perché è grazie a lui che il bambino può esprimere le sue emozioni, i suoi vissuti, e attraverso questo gioco di finzione il bambino può rivelare molto di se stesso e del suo mondo interiore.
  • Il bambino sceglie un amico immaginario perché spesso lo fa sentire rassicurato; i piccolini si spaventano facilmente e pensare di avere qualcuno accanto li fa sentire protetti. Infatti, non di rado, l’amico immaginario è descritto come forte e invincibile.
  • E’ senza dubbio un compagno di giochi,soprattutto per i bambini che non hanno fratelli o che non hanno molte occasioni per stare con i compagni della propria età, è un personaggio con cui sperimentano dialoghi, attività, litigi, e a volte può diventare il capro espiatorio. E’ possibile, infatti ,che di fronte ad un rimprovero per qualcosa che non andava fatto, vostro figlio risponda che “non è stato lui, ma il suo amico immaginario”. Questo tipo di risposta spesso disarma i genitori, che a questo punto s’interrogano su come è meglio comportarsi : “faccio finta di niente? gli dico che questo amico non esiste? lo rimprovero? “

Partiamo dal presupposto che questo gioco di finzione per il bambino è molto importante, per cui è bene non sminuirlo con frasi del tipo “ ma cosa dici, non esiste nessun amico immaginario”, “è una cosa sciocca”, “ è solo una tua immaginazione”, né va ridicolizzato. I bambini sanno distinguere le persone vere da quelle immaginarie per cui non spetta a noi adulti demolire queste figure che seppure per poco tempo, per i nostri figli sono importanti. I bambini si aspettano da noi adulti solo il rispetto per la loro infanzia e per la loro creatività, se non ci sentiamo di assecondarli in questo, meglio ignorarli, ma mai umiliarli nel contestare l’esistenza di figure immaginarie importanti.

Credo che la cosa migliore, se vi sentite a vostro agio, sia partecipare a questo gioco di finzione, senza però cadere nella trappola della razionalità e senza voler dettare le regole del gioco. E’uno spazio di libera fantasia del bambino, è lui che sceglie il suo amico immaginario, è lui che sceglie cosa farà, come si comporterà, quando sarà con lui e quando no. Partite sempre da quello che vostro figlio dice e limitatevi a quello, non cercate per forza una razionalità che nello spazio di fantasia non può esistere. Prendete quello che il bambino vi porta e rielaboratelo ai fini di una sana educazione e di una crescita corretta. Se vostro figlio dice “E’ stata Trilly a fare tutta quella confusione in camera, non io!”, bè rispondete “Bene, allora chiedi a Trilly di aiutarti a riordinare!” Il bambino si sentirà accolto , assolverà al suo dovere di riordinare i giochi e non lo farà da solo, ma con l’aiuto del suo amico immaginario!

Attenzione però a non lasciarvi troppo trascinare nel gioco di finzione. I piani di realtà e di fantasia devono rimanere distinti, se ad esempio l’amico immaginario viene invitato a cena da vostro figlio, ricordatevi che è il benvenuto, ma avrà piatti e bicchiere immaginari, non apparecchiate anche per lui altrimenti rischiate di confondere vostro figlio. Ricordiamoci che i bambini distinguono bene la realtà dalla fantasia, e se giochiamo con loro dobbiamo tenerli ben distinti anche noi, altrimenti creeremo confusione al bambino che invece finirà per confonderli!

Allora, cari genitori, lasciamo liberi i bambini di utilizzare la fantasia come sanno fare…l’amico invisibile se ne andrà via esattamente come è arrivato, preoccupiamoci solo se rimane nella vita di nostro figlio troppo a lungo e se il bambino è talmente coinvolto in questa relazione da non cercare bambini reali per giocare. In quel caso potrebbero esserci altri problemi e sarebbe meglio consultare uno specialista, altrimenti sorridiamo e lasciamo ai nostri figli la possibilità di vivere la loro infanzia…

 

 

Dott.ssa Valeria Lucesoli

Psicologa Ancona specializzata in Psicoterapia ad orientamento sistemico relazionale - Dott.ssa Valeria Lucesoli.